Umegawa Chubei(i soldi rubati)

(43) KOI HIKIYAKU YAMATO ORAI (messaggero d’amore sulla via Yamato) comunemente chiamato Umegawa-Chubei o Ume-Chu – sewamono

L’originale opera per i burattini, Meido no Hikyaku(il messaggero dall’Inferno), era stata scritta da Chikamatsu Monzaemon, probabilmente nel 1706, durante il periodo in cui collaborava con Gidayu(1705-1714). Viene ancora rappresentata sia coi burattini che nel Kabuki. Ne esistono diverse versioni, alcune che si fermano alla fuga degli amanti, altre che raggiungono il tragico climax. L’adattamento per il Kabuki è di Suna Senusuke. Egli ha reso il personaggio dell’eroe meno debole e più congeniale di quanto era l’originale,ed ha fornito l’opera di un villain, così da portarla maggiormente in linea con la storia convenzionale del “doppio suicidio).

Chubei è un giovane uomo, che, con tutti i vantaggi, prende la strada sbagliata. È figlio di un benestante fattore che gli ha fornito una buona borsa. É stato adottato in una prospera agenzia di spedizioni come erede della proprietaria, la vedova Myokan. (l’opera, incidentalmente, getta una luce interessante sul sistema di scambi commerciali nel Giappone del XVIII secolo). É stato a Edo molte volte. É versato nella cerimonia del the, nella poesia e nella calligrafia,è bello, e regge bene l’alcool. Tuttavia, percorrere la jeunesse dorée a Osaka significa ritagliarsi un personaggio nel quartiere dei piaceri di Shinmachi e ciò provocherà la caduta di Chobei.

Shinmachi è il quartiere a luci rosse(yukaku) di Osaka(gli altri famosi quartieri dei piaceri erano Yoshiwara a Edo e Shimabara a Kyoto), era situato circa 2 km a sud-ovest dell’attuale Nakanoshima, fu costruito intorno al 1615-1623 e rimase attivo fino alla Seconda Guerra Mondiale, quando nel 1946 furono chiusi tutti gli yukaku per ordine del Comando Supremo Alleato, e così questi quartieri cambiarono nome in akasen(“linea rossa”). Questi quartieri sono nati sotto lo shogunato Tokugawa con lo scopo di meglio tener sotto controllo la popolazione. Le prostituite erano detteyuji(traducibile con “donne di piacere”), ma quelle di rango più elevato venivano indicate col termine di “oiran” che è una contrazione di “oira no tokoro no nesan” che vine tradotto circa come “la fanciulla della nostra casa”, ma viene scritto usando i caratteri kanji di “fiore” e “primo”o “leader”. Le Oiran si distinguevano dalle normali prostitute per la loro abilità nelle arti tradizionali e il grado massimo delle oiran, dette tayu, non si prostituivano affatto.

Le oiran furono soppiantate dalle geisha tra il XVIII e il XiX secolo a causa del loro alto costo (che partiva da 1 ryo a serata, molto di più di una paga mensile di un operaio o più vicino alla paga annuale del commesso di un negozio) e per il fatto che erano troppo “tradizionaliste” e di fatto rifiutavano di eseguire brani musicali o danze non antiche e invece di gran moda; ciò porto i mercanti benestanti a spendere il loro denaro con le più economiche e moderne geisha.

Attualmente si tengono 3 parate legate alle oiran: a Bunsui(Tsubame City)(vicino a Niigata, sulla costa ovest del Giappone, di fronte all’isola di Sado[Nord-nord-ovest di Tokyo) ad Aprile, a Nagoya a inizio Ottobre e l’ultimo al distretto di Minamishinagawa, vicino a Shinagawa, Tokyo a Settembre.

Atto 1 La casa delle cortigiane a Shinmachi(Aneya no Ba)

Una stanza della casa da the Izutsuya a Shinmachi, proprietà di Tsuchiya Jiyemon

Un servo sta preparando la stanza per un facoltoso cliente. Si odono delle voci al di fuori che salutano l’ospite, che entra con un gruppo di amici. O En, la padrone della casa da the, convoca Umegawa, la cortigiana di cui hanno parlato. Le si scusa per non essersi unita subito al gruppo quando sono saliti dalle scale e quando se ne sono andati, ne confessa la ragione a O En. Fino a pochi giorni fa era felice perché il suo amante Chubei aveva promesso di riscattarla e aveva versato il primo deposito, però non era stato in grado di saldare la somma stabilita e il termine fissato era è s caduto il giorno prima, perciò il suo rivale più agguerrito e nemico, Hachiemon, adesso si propone di riscattare lui la ragazza. O En sottolinea che ha sentito che la madre adottiva di Chubei lo tiene a corto di soldi e Umegawa teme che egli possa commettere qualche follia. Non lo vede da 10 giorni e gli ha mandato a dire venire segretamente stasera, ma non ha ricevuto risposta.

Mentre le 2 donne parlano, Chubei avanza sull’hanamichi. Confessa di non essere riuscito a radunare il denaro per riscattare Umegawa; sarebbe meglio per lei se lui desistesse così che lei possa essere felice con qualcun altro. Se Hachiemon la riscattasse, Chubei non saprebbe come sopportare questo insulto alla sua mascolinità. Sbircia dentro la casa, aenza essere notato, e guarda Umegawa, immaginandosi gelosamente se in questi 10 giorni lei abbia cambiato idea e adesso preferisca Hachiemon. Forse lo ha mandato a chiamare solo per dirgli questo. Questi pensieri lo fanno tornare indietro, ma poi si ferma di nuovo e va verso l’ingresso, tossendo per richiamare l’attenzione. Umegawa e O En lo sentono, ma proprio in quel momento entra un servo a prendere Umegawa dicendo che il suo cliente è impaziente. Sentendo ciò, Chubei si nasconde.

O En, per aiutare Umegawa, dice che la cortigiana non si sente molto bene e ha bisogno di riposare un po’ nella stanza interna. Umegawa conferma prontamente ed esce, implorando con lo sguardo O En di andare all’ingresso. Appena è rimasta sola, O En chiede a Chubei di entrare e i due parlano sottovoce. O En si dirige verso la stanza interna.

Il palco ruota

la stanza interna che affaccia sul giardino

Chubei entra da un lato mentre O En, guidando Umegawa, entra dall’altro. O En li lascia soli,ricordando loro di parlare a bassa voce. Durante la breve tenera scena d’amore che segue Chubei confessa quanto si vergogna per non essere riuscito a racimolare il denaro necessario per il riscatto e prega Umegawa di non odiarlo. Lei gli assicura che non succederà mai. (un episodio può venire omesso: sono interrotti da un ricco cliente al piano di sopra che apre la finestra dichiarando di essere sbronzo e che deve bere dell’acqua da qualche parte. Beve da un secchio appeso alla finestra, tossisce e schizza Umegawa e Chubei, separandoli)

Un attimo dopo ritorna O En, pregandoli di separarsi. Bisbiglia a Umegawa che sorride e poi bisbiglia a Chubei.

Il palco ruota

di nuovo la stanza esterna, un po’di tempo dopo

Il ricco cliente e i suoi ospiti, tutti ubriachi, sono scesi dalle scale e stanno per andarsene. Se ne escono con l’idea di bere un ultimo bicchiere per affrontare meglio la via del ritorno. Arriva Tsuchiya Jiyemon, chiedendo che stia succedendo e se Umegawa si trova lì. Umegawa e O En entrano e egli dice a Umegawa che l’affare del suo riscatto sarà sistemato stasera una volta per tutte. Sa che Chubei è il prediletto di Umegawa, ma ha fallito nel mantenere il suo impegno e adesso è suo dovere acconsentire all’offerta di Hachiemon. Umegawa lo implora di non forzarla ad accettare Hachiemon dato che tutti sanno che è il rivale di Chubei e lei sembrerà volubile e senza cuore. Crede che Chubei abbia trovato il denaro e se solo Jiyemon aspetterà qualche altra ora tutto si risolverà per il meglio. Jiyemon, che è di buon cuore, lamenta che Chubei gli ha fatto perdere denaro con Umegawa negli ultimi 4 anni, ma suppone che se lei insiste può dargli un po’ di respiro. Non vuole forzarla a prendere un uomo che odia. Mentre Umegawa lo sta ringraziando, il creditore di Jiyemon, Yoshibei, arriva, chiedendo i 100 ryo che gli sono dovuti e ricordandogli che si era impegnato a cedergli una delle sue cortigiane in caso di mancanza. Quando Jiyemon lo prega di aspettare qualche giorno perché Umegawa sarà presto riscattata, Yoshibei ribatte che preferisce prendersi Umegawa stessa. La discussione viene interrotta da Hachiemon, che ha portato i 250 ryo per riscattare Umegawa. A sprezzo di tutte le difficoltà, Jiyemon resta fedele a quanto promesso. SI rifiuta di cedere Umegawa ad un uomo che, dice, l’ha insultato non seguendo l’etichetta che regola certi affari. Sia Hachiemon che Yoshibei ingiuriano Jiyemon, mentre Umegawa piange. Hachiemon insulta Chubei, asserendo che egli non ha speranza di mettere insieme 250 ryo onestamente; anche i 50 ryo dati come caparra sono soldi rubati, soldi spediti da Edo a Hachiemon stesso tramite l’agenzia di corrieri di Chubei. O En difende lealmente Chubei; Hachiemon dice certe cose per pura gelosia perché a nessuno nel quartiere importa di lui, mentre anche le cameriere della cucina amano Chubei.

Chubei si è intrufolato al piano di sopra e ora osserva la scena dalla finestra del primo piano. Non riesce a sopportare di vedere Umegawa soffrire. Quando Hachiemon lo accusa di essersi impossessato impropriamente dei soldi a sotto la firma di sua madre, si porta le mani al petto, ricordando che ha consegnato 300 ryo ad un cliente. Era stato tentato di usarli per comprare Umegawa, ma aveva rigettato l’idea.

Al piano inferiore Hachiemon continua a parlare male di Chubei, profetizzando che ora che ha preso una brutta strada lo attende una pessima fine. Avvisa Jiyemon di rifiutare l’accesso al giovane, perché il passo è breve da ladro ad assassino. Umegawa, disperata, cerca una spada per uccidersi, piuttosto che essere costretta ad ascoltare certi discorsi. Chubei non riesce più a resistere all’istinto del suo cuore. Piomba giù dalle scale, gridando a Hachiemon che gli farà rimangiare le sue parole. É vero che ha preso 50 ryo in prestito da lui, ma può mostrare regolare ricevuta di avergli restituiti tutti. Mostra la ricevuta a tutta la compagnia, giurando che potrebbe uccidere Hachiemon sul posto, se ciò non si ripercuotesse su Jiyemon. Sua padre, continua Chubei, è un facoltoso fattore di Yamato e gli ha mandato recentemente 300 ryo e prende il denaro incartato dall’interno del kimono. Hachiemon sbatte i suoi 250 ryo ghignando e dice che i soldi del fattore non saranno altro che sassi.

Chubei lo colpisce in faccia con un rotolo di monete e nella successiva zuffa, Chubei colpisce violentemente il suolo con il rotolo di soldi, il sigillo si rompe e le monete si sparpagliano. Chubei fissa il denaro, capedo appieno per la prima volta il crimine che sta commettendo. Quindi chiede a Hachiemon di guardare bene e accertarsene coi suoi occhi. Hachiemon si piega e rapidamente nasconde il pacchetto nella manica. Egli accusa di nuovo Chubei, il cui lavoro è di consegnare il denaro altrui, di essere diventato un ladro, e con un gesto rozzo, lo minaccia di farlo arrestare. Chubei gli si lancia contro per aggredirlo, ma Hachiemon si akza e se ne va. Al portone d’ingresso egli prende il rotolo di monete dalla sua manica e lo esamina compiaciuto.

Chubei paga Jiyemon il saldo di 200 ryo che servono per riscattare Umegawa. Poi regala 50 ryo a O En per ringraziarla della sua gentilezza. O En gioiosamente si mette a a preparare la festa di matrimonio, ma Chubei la ferma, chiedendole invece di sbrigare le formalità per la libertà di Umegawa dato che devono andarsene subito. Quando restano soli, avverte Umegawa di prepararsi per un lungo viaggio. In risposta alle sue domande, le mostra il sigillo spezzato sul secondo rotolo di monete; dicendole che la sua vita ormai è condannata, le chiede se è disposta a morire con lui. Umegawa gli risponde che, dato che è lei la causa di tutti i suoi guai, “che non solo lo vuole, ma lo farà con gioia”. Tutto ciò che vuole è essere sua moglie per 3 giorni. Decidono di rimanere vivi finché non avranno finito il loro denaro.

O En ritorna e dice che tutto è stato sistemato e possono lasciare il quartiere dei piacieri. Appena sono usciti, Chubei distribuisce doni a servi della casa da the, chiedendogli di “pregare per noi”, ma si corregge prontamente con “bere alla nostra salute”.

(la scene precedente può essere recitata in maniera diversa a seconda dei gusti dell’attore. Una famosa versione, Hachiemon deliberatamente incita Chubei a rompere il sigillo e Chubei conclude la scena nel panico)

Atto 2

Villaggio di Ninokuchi (Ninokuchi Mura)

Una tenda blu copre il palco e di fronte ad essa il capovillaggio discute con alcuni fattori sulla ricerca di una coppia in fuga. Appena se ne vanno, entrano Chubei e Umegawa dall’hanamichi. La tenda cala e rivela la strada del villaggio, coperta di neve. Chubei dice a Umegawa che questo è il posto dove è nato. L’ha portata qui così che, rima di morire, possano recarsi assieme sulla tomba della sua defunta vera madre, in modo che , nell’Aldilà, esse possano salutarsi come madre e figlia. Umegawa pensa a sua madre lasciata nella distante Kyoto. Chubei non vuole recarsi alla casa del padre e decide di cercare rigugio in quella di Chuzaburo, un vecchio amico e locatario del padre. Chuzaburo è stato però chiamato altrove dal capo villaggio. La sua nuova moglie non conosce Chubei, nonostante sia pienamente a conoscenza dello scandalo che lo riguarda. Esce a prendere il marito, chiedendo loro di badare alla pentola del riso. Mentre stanno sullla soglia vedono in lontananza passare un gruppo di uomini del villaggio e tra loro Chubei riconosce suo padre Magoemon, e gli dice silenziosamente addio. I due si rifugiano in casa, temendo di essere riconosciuti, proprio mentre il vecchio Magoemon percorre l’hanamichi. Scivola sulla strada ghiacciata e il suo sandalo infradito si rompe e cade nella neve. Chubei si trattiene dall’impulso di andare ad aiutare il padre, ma Umegawa esce di corsa, offrendosi di lavare i piedi dell’anziano e di rammendare il suo sandalo. Magoemon è sorpreso di ricevere tanta attenzione da una sconosciuta, ma Umegawa gli risponde che le ricorda molto suo suocero. Gli chiede un po’ della sua carta(che ha usato per sistemare i sandalo) come ricordo, e Magoemon intuisce chi la sua identità. Le dice velatamente che non è sicuro rimanere lì perchè la polizia sta perlustrando il villaggio, aggingendo che il suo affetto per il figlio non è mutato. Dentro la casa Chubei si inchina fino al suolo. Magoemon informa Umegawa che la madre adottiva di Chubei è stata messa in prigione a causa del suo furto. Sente che è dovere filiale di Chubei salvarla costituendosi, anche se ciò dovesse costargli la vita. Non dovrebbe però farlo davanti agli occhi del povero padre, che farebbe qualsiasi cosa per salvarlo, finché fosse entro i limiti del suo onore. Offre a Umegawa del denaro per facilitare la loro fuga, che lei accetta in lacrime. Chubei fissa il padre con amore e rimorso, addolorato che possano essere padre e figlio in una sola vita.

Magoemon sottolinea ancora che se dovesse rivedere il figlio, sarebbe suo dovere consegnarlo alla giustizia, ma Umegawa capisce il significato che si nasconde nelle sue parole e , coprendo gli occhi dell’anziano con un vestito, fa segno a Chubei di uscire e prendere le mani del padre in silenzio. Si sente del rumore di passi sulla neve. Magoemon li prega di scappare e si volta senza dar loro un ultimo sguardo, ma è troppo tardi, la polizia entra sulla scena e arresta Chubei mentre cala il sipario.

(questo atto può anche essere recitato come una danza, suggerendo implicitamente che i 2 amanti si sono suicidati insieme)

Ninokuchi si trova nella zona sud dell’attuale Nara, ma parecchio a sud rispetto alla sua zona dei templi; attualmente è solo una zona residenziale senza siti di interesse storico.