(65) SESSHU GAPPO GA TSUJI (Gappo e sua figlia Tsuji) -sewamono
Scritto per i burattini da Suga Senshu ne 1773 e successivamente adattata per il Kabuki. L’opera è sempre stata contestata e è anche stata bandita dal Kabuki fino al 1937 dietro l’accusa che l’amore della madre adottiva per il figlio acquisito fosse immorale. Vi sono 2 interpretazioni: nella prima l’amore dell’eroina per il figlio adottivo non è altro che un mezzo per salvargli la vita; nella seconda, l’amore della protagonista per il figlio adottivo è genuino, ma alla fine i suoi doveri come madre prevalgono sui suoi sentimenti.
Gappo, il samurai, si è ritirato per farsi monaco. Sua moglie O Toku lo accompagna in campagna. Sua figlia O Tsuji è sposata ad un signore locale, Fujiwara Michitoshi Takayasu ed è ora conosciuta come Tamate Gozen. Ha 2 figli adottivi, Shuntokumaru, figlio della prima moglie del marito e erede designato del suo titolo e delle sue proprietà, e un suo più giovane fratellastro, Jiromaru, nato al di fuori del matrimonio, ma adottato all’interno della famiglia. Jiromaru trama per uccidere Shuntokumaru e diventare erede del padre. O Tsuji ha solo 19 anni e si è innamorata di Shuntokumaru. Scoppia uno scandalo quando O Tsuji, apparentemente pazza di gelosia per promessa sposa di Shuntokumaru, Asaka hime, dà a Shuntokumaru una pozione di vino mescolato a succo di orecchio di mare(l’orecchio di mare, detto anche orecchio di venere o abalone è un mollusco dal colore vagamente bluastro con una sola conchiglia madreperlacea, una specie di lumaca di mare gigante, la cui grandezza può variare da pochi cm al mezzo metro, si trova anche nella costa orientale della Sicilia oltre che in Giappone, California e Nuova Zelanda, vive attaccatto agli scogli tra i 5 e i 15m di profondità, dove si nasconde negli anfratti per sfuggire alla luce, nutrendosi di lattuga di mare e alghe; nella cucina cinese è considerato un afrodisiaco e un piatto da servire agli ospiti importanti o ai banchetti degli aristocratici ; il suo costo può sfiorare i 500$) che gli causa una ripugnante lebbra al volto. Sfigurato, fugge con la fidanzata al ritiro di Gappo in campagna.
L’opera parte da qui, nella casa di Gappo.
Svolgimento: Quando si alza il sipario, Gappo e la moglie stanno offrendo preghiere per la loro figlia defunta, dato che, avendo attirato su di sé la disgrazia, per loro è morta. Mentre sono così impegnati O Tsuji arriva al portone d’ingresso e chiama dolcemente la madre. Gappo la ode e trasalisce, ma sembra che O Toku non l’abbia sentita e la ignora. O Tsuji la chiama di nuovo e stavolta la madre la sente e prova ad recarsi al portone, ma Gappo la ferma. Le ricorda la cattiva condotta di O Tsuji e sostiene che essendo già morta al portone ci sia uno spirito maligno, una volpe, un tasso o il suo fantasma. O Toku, nonostante ciò, vuole fare entrare O Tsuji e Gappo la avverte che se le sarà permesso di entrare, lui la ucciderà. O Tsuji supplica attraverso la porta, affermando di avere un motivo che non può svelare a nessun altro. Gappo cede, fingendo che sui tratti solo dell’inoffensivo fantasma di O Tsuji.
Madre e figlia si riuniscono con gioia. O Toku chiede se ciò che si racconta della cattive azioni di O Tsuji sia vero e con sua sorpresa, O Tsuji confessa il suo amore per Shuntokumaru con toni lirici. Sua madre ne è disgustata e Gappo esce per andare a prendere la sua spada. Quando rientra ricorda al O Tsuji la sua virtuosa carriera e il debito che ha nei confronti di suo marito: anche se O Tsuji è innamorata i suoi doveri le impongono di sopprimere la sua passione. Già aveva avuto l’ardire di chiedere di sposare Shuntokumaru. Gappo non ha alternative se non ucciderla lui stesso. O Toku ne ferma la mano asserendo che non vi sarà alcun vantaggio dall’ucciderla, mentre invece sarebbe dovere di Gappo persuaderla a farsi monaca. O Tsuji però dichiara che piuttosto diventerà una cortigiana in modo da poter sedurre Shuntokumaru con la sua bellezza e la sua raffinatezza. Suo padre cerca di nuovo di ucciderla, ma O Toku lo ferma di nuovo promettendo di convincere O Tsuji a lasciar perdere il suo amore. Gappo si ritira e le 2 donne vanno nello spogliatoio.
Irihei, un fedele domestico della sua giovane signora, arriva al portone e vi trova uno dei sandali di O Tsuji, e decide di nascondersi in caso di bisogno.
Entrano Shuntokumaru e Asaka hime. L’uomo è convinto che se la sua madre adottiva lo vedesse ora, cieco e sfigurato, dimenticherebbe la sua passione per lui. In quel momento, la sua matrigna si precipita verso di lui e lo abbraccia. Shuntokumaru cerca inutilmente di divincolarsi. O Tsuji gli dice di essere stata lei a dargli la pozione così che una volta sfigurato Asaka hime decidesse di rifiutarlo. Poi inizia a fargli delle avances. Shuntokumaru è inorridito. Asaka hime perde le staffe e la rimprovera. Irihei si palesa e la supplica di comportarsi in maniera più consona, ma O Tsuji insiste nelle sue dichiarazioni d’amore quando entra improvvisamente Gappo e la pugnala al fianco.
O Tsuji chiede che, prima di morire, le sia concesso di spiegare le ragioni del suo comportamento. Ella ha scoperto il piano che Jiromaru ha architettato con Tsuboi Heima per uccidere il legittimo erede. Ha fatto quelle avances a Shuntokumaru solo per spingerlo ad allontanarsi dalla casa del padre e metterlo al sicuro. Gappo la interroga severamente. Perchè non ha rivelato il piano al marito? Lei risponde che il marito avrebbe di certo ordinato a Jiromaru di togliersi la vita, e in fondo, anche lui è suo figlio adottivo. “Ho cercato di salvare entrambi i miei figli adottivi a rischio della mia vita, perché sono la loro madre”. E allora , perché ha inseguito Shuntokumaru nche dopo che era fuggito dalla casa paterna? “Se non lo avessi rivisto, in tutta la sua vita non sarebbe riuscito a curare la sua malattia”.Quindi rivela che possiede un antidoto per guarirlo. La lebbra causata dalla pozione può essere curata se il paziente beve il vivo sangue che stilla dal fegato di una donna nata all’ora della Tigre, nel giorno della Tigre, nel mese della Tigre, versandolo nella stessa coppa nella quale era contenuto la pozione stessa. Proprio lei è nata nel momento richiesto e ha portato la conchiglia dell’orecchia di mare usata per la pozione. Suo padre ed Asaka hime le chiedono perdono. Irihei lamenta la sua cattiva stella. Nè Gappo né Irihei hanno il coraggio di compiere l’ultimo favore a O Tsuji, perciò lei stessa spinge la spada più in profondità e versa il sangue nella conchiglia. Gappo pronuncia le orazioni e suona la campanella da preghiera. Shuntokumaru beve rispettosamente il sangue e di colpo guarisce. Tutti sono felici e O Tsuji muore senza rimpianti dicendo “Domani potrò vedere la luna dai fiori di loto del Paradiso”.