(70) SHINOBIYORU KOI WA KUSEMONO(la principessa strega), comunemente chiamato MASAKADO -shosagoto
Accompagnamento di tokiwazu.
Verso la metà del X secolo, quando la famiglia Fujiwara dominava il Giappone; Taira Masakado organizzò una ribellione e riuscì a farsi signore delle provincie orientali. Egli si credeva ispirato dalle divinità e si dichiarava Imperatore con il titolo di “Nuovo Sovrano”il reggente Fujiwara, Takahira, inviò contro di lui un’armata. Masakado fu sconfitto e colpito da una freccia da Tawara Toda, un rinomato guerriero dei Fujiwara e fuggì dal campo di battaglia. Il figlio di Masakado, Yoshikado, tento in seguito di riunire di nuovo i sostenitori del padre. Fu costretto a rifugiarsi tra le montagne, e furono sguinzagliate truppe non solo per uccidere lui, ma per sterminare l’intera famiglia di Masakado.
Svolgimento: Oya Taro Mitsukuni è uno di coloro che sono stati mandati a distruggere la famiglia di Masakado. É un giovane guerriero dalla straordinaria bellezza. Nel corso delle sue ricerche, arriva durante una notte di pioggia a un palazzo in rovina, un tempo uno dei preferiti di Masakado, nascosto tra le montagne non distante da Soma, vicino a Sendai. Si rifugia nel palazzo deserto e si addormenta.
In quelle rovine si nasconde una delle figlie di Masakado, chiamata Takiyasha hime, dotata di poteri magici. Scopre chi si è rifugiato nella dimora e elabora di conseguenza un piano. É in possesso, tramite incantesimo, di una lettera scritta da Mitsukuni alla sua amante, una cortigiana di Shimabara a Kyoto di nome Kisaragi. Si trasforma perciò prendendone le sembianze e appare di fronte al palazzo in rovina. Mitsukuni si sveglia e la vede, ma è sospettoso, dato che sa che le cortigiane non possono lasciare il quartiere dei piaceri e viaggiare liberamente. Per convincerlo di essere la sua amata, la falsa Kisaragi danza mimando una descrizione del loro primo incontro. Kisaragi si er recata con un gruppo di altre cortigiane a vedere i ciliegi in fiore ad Arashiyama , vicino a Kyoto, lì ha visto Mitsukuni e se ne è innamorata al primo sguardo, tuttavia egli non dava segno di averla notata e perciò ritornò a Shimabara affranta, ma in seguito Mitsukuni venne a cercarla e inizio a farle visita costantemente.
Tale descrizione, comunque, non dissipa del tutto i sospetti di Mitsukuni. Ha sentito delle voci che dicono che nel palazzo in rvina abiti un membro della famiglia di Masakado. É determinato a metterla alla prova e a tale scopo descrive danzando la morte di Masakado. Takiyasha hime non riesce a trattenere le lacrime, immagina che lui le abbia notate, e quindi raddoppia gli sforzi per convincerlo di essere Kisaragi. Adesso però Mitsukuni sa la verità, e quando lei accidentalmente lascia cadere uno stendardo di broccato di Soma appartenuto alla sua famiglia, la accusa di essere la figlia di Masakado. Lei lo ammette e gli dice il suo nome.
Takiyasha hime era partita con l’idea di ucciderlo, ma ora che lo ha visto da vicino, capisce perché Kisaragi ha perso la testa per lui. Prova a convincerlo ad abbandonare la sua alleanza coi Fujiwara e ad unirsi a suo fratello, ma Mitsukuni disprezza le sue offerte. Takiyasha hime, furiosa e umiliata, minaccia di ucciderlo tramite stregoneria. Mitsukuni chiama i suoi seguaci per prenderla prigioniera, ma lei li mette li respinge. Mitsukuni cerca dunque di catturarla personalmente, ma Takiyasha hime recita un incantesimo e svanisce. All’improvviso c’è un terremoto, e la vecchia casa crolla, seppellendo Mitsuyuki sotto le macerie. Takiyasha hime compare trionfalmente sul tetto(che sarà finito al suolo, immagino) insieme al suo famiglio, un enorme rospo. Mitsukuni però riesce a farsi strada tra le macerie e ad uscire, tali sono il suo coraggio e la sua forza che nemmeno la magia può toccarlo.
Takiyasha hime posa con aria di sfida impugnando lo stendardo di Masakado, dopo aver fallito il suo tentativo di uccidere Mitsukuni.
Taira no Masakado( 903?-25 marzo 940) e ci sono indizi che appartenesse al clan Soma, basato nella provincia di Shimosa(ovvero la parte Nordovest di Chiba e Sudovest di Ibaraki)(sembra fosse chiamato anche Soma No Kojiro), ed era figlio di Taira no Yoshimasa(o Yoshimochi) e della figlia di quello che si reputa un magnate locale, Agata no Inukai no Harue. Nella sua adolescenza presto servizio addirittura nella casata del reggente Fujiwara no Tadahira a Kyoto.
Masakado è un personaggio affascinante e ci sarebbe molto da scrivere, ma esula dai fini dell’opera, perciò mi limiterò a dire solo che, ritornato da Kyoto nel 931 inizio una disputa per futili motivi con lo zio del padre, Taira no Kunika, che si ingigantì via via sempre di più fino a portare Masakado a suon di vittorie(tale ribellione è conosciuta come Tengyo no Ran) a dichiararsi sovrano delle provincie orientali e a stabilire addirittura una corte parallela; tuttavia nel 940 venne ucciso fortunosamente nella battaglia di Kojima da una freccia e i comandanti delle truppe imperiali Fujiwara no Hidesato(chiamato anche Tawara Toda) e Taira no Sadamori, riportarono nella capitale la sua testa guadagnandosi grandi onori.
Col tempo Masakado assurse a spirito vendicativo e infine a divinità. La sua tomba(che contiene però solo la sua testa), per una serie di eventi, non si trova a Kyoto, ma a Tokyo, si trova vicino all’uscita C5 della stazione Otemachi della metropolitana di Tokyo.
Takiyasha hime(principessa demone della cascata) originariamente si chiamava Satsuki e cambio nome in seguito alla morte del padre, avendo pregato il dio Takao no Kami(una divinità della pioggia) di concederle di vendicare il genitore, richiesta a cui il dio acconsentì donandole dei poteri magici e un enorme rospo come familio(sembra che abbia eseguito il rituale conosciuto come ushi no koku mairi[“visitare il santuario all’ora del bue” cioè tra le 2 e le 4 della notte] al santuario di Kifune di Kyoto, riuscendo dopo 21 notti a evocare lo spirito aramitama del santuario), sebbene un’altra versione attribuisca i suoi poteri allo studio di una pergamena portatole dal fratello che l’aveva ricevuta dal mago Nikushisen durante una delle sue escursioni sul Monte Tsukuba. Le storie narrano appunto del suo scontro con Oye(o Oya) Taro Mitsukuni presso il castello in rovina di Soma(Shimosa), dove si era rifugiata sebbene vi siano versioni nelle quali viene uccisa da Mitsukuni e altre che affermano che si ritirò a vivere pacificamente presso il lago Tazawa(prefettura di Akita). Durante lo scontro le leggende vogliono che Takiyasha hime abbia anche evocato un enorme scheletro, il Gashadokuro(che compare spesso nelle raffigurazioni associate).
Il santuario Kifune si trova a Kibune(sul lato opposto di Kurama, ed esiste anche un sentiero che li collega), circa a 30 minuti da Tokyo, è alcuni fanno risalire la sua fondazione al V secolo, in seguito a un ordine della dea Tamayori Hime(la madre del leggendario Primo Imperatore Jimmu). É un santuario da sempre associato all’acqua e alla pioggia(ma una delle divinità che vi risiede è anche considerato un dio delle tenebre).
Oya no Taro Mitsukuni non viene nominato in altre avventure a parte lo scontro Takiyasha hime.