Benten Kozo

(3) BENTEN KOZO-sewamono

Scritto da Kawatake Mokuami nel 1862 per Onoe Kikunosuke V quando aveva 19 anni. L’opera intera è raramente eseguita, ma gli ultimi 2 atti sono davvero popolari, in particolare la famosa “Scena di Hanamatsuya” spesso chiamata “Benten Musume”.

Kikonosuke era figlio di un benestante mercante di Kamakura, Hanamatsuya Kobei. Suo padre lo pone al servizio di un uomo di rango, ma il giovane viene sorpreso a rubacchiare e scappa. Per qualche tempo frequenta questo o quel tempio di Kamakura racimolando qualcosa dai pellegrini. È un bel ragazzo e ha un certo talento per la recitazione.

Si diverte a camuffarsi in diversi modi quando fa i suoi raid a caccia di creduloni e chiama se stesso Benten Kozo Kikunosuke.

Atto1

Davanti al tempio di Hatsune a Kamakura

Benten Kozo è venuto al tempio sperando di incappare in qualche pellegrino ben fornito. Si è travestito da giovane samurai e si è assegnato il nome di Shinoda Kotaro, che è il nome di ubn giovane uomo che egli era solito vedere nella casa del suo precedente signore e del quale ha sentito recentemente essere defunto. Un bandito, Nango Rikimaru, lo accompagna, spacciandosi per suo servitore.

Una giovane dama, Senju hime, arriva al tempio con i suoi servi; è la figlia del suo precedente signore e la promessa sposa del vero Shinoda Kotaro ed è venuta per pregare per la sua anima recando un costoso porta-incenso come offerta.

Senju hime è colpita dall’aspetto del giovane finto samurai e manda la sua cameriera ha chiedere chi sia e quando sente che si chiama Shinoda Kotaro(il quale lei non ha mai visto) è oltremodo compiaciuta e gaia! Chiede perciò al falso Kotaro che cosa fa lì e costui risponde che si sta nascondendo e la prega di non dire a nessuno che lo ha visto, al che la ragazza immagina che si stia nascondendo per sottrarsi al matrimonio con lei, e quindi repentinamente gli sfila la spada e tenta di uccidersi, ma Benten Kozo la ferma e la convince che si sbaglia; la porta quindi in una vicina casa da the per consumare il loro amore.

In quel mentre un giovane uomo fugge dal tempio inseguito da 2 samurai, che recavano un’offerta di 100 ryo per pagare l’intercessione per l’anima del loro defunto signore. I soldi sono stati rubati da Akaboshi Juzaburo(questo ruolo è tradizionalmente assegnato a un onnagata, ovvero un attore uomo che interpreta ruoli femminili), che li ha sottratti per assistere la vedova del suo precedente signore, che è la madre del vero Kotaro. I due samurai acciuffano Juzaburo e lo percuotono, riprendendosi il denaro, poi vanno alla casa da the, ma i soldi non resteranno con loro a lungo perché gli verranno rubati da un ronin, Tadanobu Rihei. Prima di cadere in disgrazia, Juzaburo era un samurai di alto rango e Rihei era un suo sottoposto, perciò ruba il denaro per restituirlo a Jozaburo.

Benten Kozo esce dalla sala da the con Senju hime, e quest’ultima, completamente, ammaliata gli regala il porta-incenso e lo prega di portarla alla sua dimora. Benten Kozo lancia uno sguardo ironico al suo collega Rikimaru, quindi le prende la mano ed esce attraversando l’hanamichi.

Non vi sono santuari o templi di nome Hatsure a Kamakura. Cercando sul web si scopre che un importante oggetto d’arte chiamato Hatsume Maki-e Hitorimo è custodito al tempio Tokeji, e si tratta nientemeno che di un piccolo braciere portatile usato per profumare gli abiti(detto in giapponese “hitori”) finemente decorato con immagini d’oro e argento rappresentanti bambù, pini, susini e usignoli(uguisu), e prende il nome dal passo dell’Heike Monogatari che rappresenta, che cità l’ hatsume, ovvero il “primo canto dell’usignolo”.

Toshitsuki o matsu ni ikarete furu hito ni

kyo uguiso no hatsume kikaseyo

“Per l amor di chi per tanti mesi e anni si strugge

oggi lasciatela ascoltare il primo canto dell’usignolo”

ha una forma definita “a zucca” e misura circa 14cm di diametro per 9 di altezza.

Il tempio Tokei ji fu fondato nel 1285 dalla monaca Kakusan-ni, vedova di Hojo Tokimune(1251-1284)-ed è noto perché a quel tempo, soggiornandovi 3 anni, offriva l’unica possibilità per una moglie di divorziare dal marito. Vi entrò come monaca anche l’unica figlia sopravvissuta di Toyotomi Hideyoshi, Tenshu-ni, dopo l’assedio di Osaka(1615).

Il tempio è sempre stato esclusivamente femminile e gli uomini non vi erano ammessi fino al 1902.

Godeva di tale prestigio che i suoi corrieri erano dispensati dall’inchinarsi se incontravano la processione di un daimyo.

Fa parte della scuola zen Rinzai e viene anche chiamato Kakekomi-dera o Enkiri-dera.

Si trova poco distante dalla stazione di Kita-Kamakura.

Atto 2

sulle montagne

Benten Kozo e Senju hime si riposano in un santuario defilato. Senju hime aveva chiesto di essere portata alla dimora di Kotaro e perciò non capisce che stanno facendo in un posto tanto remoto. Benten Kozo le rivela la verità e Senju hime, sopraffatta dalla vergogna di essersi concessa a un criminale si getta da un dirupo!

Dal santuario arriva un prete, che avvicina Benten Kozo dicendo di aver sentito tutto e gli rivela di essere il signore dei ladri Nippon Daemon, ingiungendogli di consegnargli il porta-incenso. Al rifiuto di Benten Kozo nasce uno scontro nel quale Daemon ha la meglio sul giovane, che gli chiede di essere ucciso, ma Daemon rifiuta e anzi, lo forza ad entrare nella sua gang arrivando a stringere un patto di sangue tra di loro.

Il palco mostra quindi la valle sotto di loro.

Akaboshi Juzaburo, sofferente per le percosse e afflitto per quanto in basso è caduto, sta vagabondando alla ricerca di un posto dove commettere suicidio, quando incappa in Senju hime, che è solo svenuta dopo essersi lanciata; la ragazza si riprende, i due si raccontano le rispettive vicissitudini e Senju hime apprende che Juzaburo era l’attendente del suo promesso sposo; nuovamente colpita dalla vergogna, la ragazza si toglie la vita, con successo stavolta. Juzaburo sta per fare la stessa cosa, ma viene fermato dal sopraggiunto Rihei, che reca i 100 ryo e convince il suo ex-superiore a non togliersi la vita, dato che hanno commesso un crimine, è meglio vivere per goderne i frutti.

Lo stage si abbassa ulteriormente

Rihei porta Juzaburo da Nippon Daemon e anche loro diventano fratelli di sangue. A loro si sono uniti anche Rikimaru e la sorella di di Daemon , O Matsu. I 5 banditi , noti da adesso come le “Cinque onde bianche”(Shiranami Gonin Otoko), eseguono una particolare danza mimica nota come sewa-dammari.

Il nome Onde Bianche deriva originariamente dal soprannome dato a una famosa banda di briganti cinesi, ma il termine Shiranami, “onda bianca” si è diffuso per indicare i banditi o i ladri.

Tale termine origina dai caratteri cinesi con lo stesso significato Bai-Bo, una località eletta a covo di un gruppo di banditi della provincia dello Shanxi, la Gola di Baibo, “Gola o Valle delle Onde Bianche”, citato nelle Cronache degli Han Posteriori(25-250 d.C), tanto che i racconti con protagonisti ladri o banditi vengono chiamati comunemente shiranamimono.

La provincia dello Shanxi(da non confondere con la vicina provincia di Shaanxi) si trova nel nord della Cina(il suo nome significa “ovest delle montagne” ) e confina a nord con la Mongolia interna; storicamente corrispondeva all’antico stato di Jin(722-403 a.C.) , ma nel periodo degli Stati Combattenti passo varie volte di mano fino ad appartenere agli Han Posteriori(o Han Orientali)

Questi “banditi” in realtà facevano parte della frangia dei Turbanti Gialli(o Sciarpe Gialle”) guidata da Guo Da(o Guo Tai) raccoltisi nella Valle di Xihe Baibo(corrispondente all’attuale zona della città di Fenyang nello Shanxi), che si ribellarono nel 188 all’Imperatore Cinese Ling e che in seguito ad altre vicende nel 195 protessero l’Imperatore Xian nella sua fuga dall’allora capitale Chang’an dalle grinfie di Li Jue e Guo Si fino all’arrivo in soccorso nel 196 di Cao Cao, il famoso personaggio del Romanzo dei Tre Regni(dove sono narrate anche queste vicende).

Il personaggio di Nippon Daemon è ispirato allo storico Nippon Saemon giustiziato nel 1747 (non riesco a trovare altre informazioni perché il personaggio di fantasia è tanto famoso che il personaggio storico è nominato praticamente solo in relazione al primo).

Si presume Benten Kozo si ispiri a un servo del tempio Iwamoto-in di Enoshima, un isola dedicata al culto di Benten(o Benzaiten, la divinità buddhista/indù indiana Saraswati, che tradizionalmente viene raffigurata impugnante un biwa). Enoshima è una piccola isola di circa 4km di perimetro che si trova poco a est di Kamakura, di fronte alla foce del fiume Katase, che la tradizione vuole sia sorta nel VI secolo dopo che Benten ebbe una storia d’amore con la divinità drago a 5 teste che dominava la zona ,Ryujin.

Non ho trovato corrispondenze per il tempio Iwamoto-In.

La banda che ispirò la storia operava vicino a Osaka(non a Kamakura, quindi) ed era composta da

Karigane Bunshichi, An No Heibei , Gokuin Se’emon, Kaminari Shokuro e Hotei Ichiemon(perciò Nippon Saemon non ne faceva parte)

Atto 3

scena 1

scena di Hanamatsuya (Hanamatsuya no ba)

Nippon Daemon ha un alias con il quale si spaccia per rispettabile samurai: Tamashima Itto. Teme che i suoi vicini sospettino che ha legami con la malavita(underworld) ed è ansioso di ristabilire il suo prestigio, decide perciò di prendere due piccioni con una fava. Due di loro si faranno sorprendere a rubare in un negozio vicino alla dimora di Tamashima in modo che lui possa smascherarli, e nello stesso tempo studieranno la disposizione interna del negozio per un colpo successivo.

Il bersaglio scelto è il negozio di stoffe di Hanamatsuya, proprietà del padre di Benten Kozo.

Benten Kozo si traveste da giovane dama di rango, figlia del samurai Hiyase, e Rikimaru lo segue in qualità di guardia del corpo.

I due vengono rispettosamente ricevuti dal direttore del negozio e dai suoi assistenti e vengono loro mostrati rotoli di seta e broccato per cerimonie di matrimonio, ma Benten Kozo fa scena di non esserne soddisfatto. Mentre stanno mettendo via i rotoli di stoffa, Benten fa cadere qualcosa, per poi raccoglierlo in tutta fretta e nasconderlo nel kimono.

La scena viene vista da uno degli assistenti che lo riporta al direttore e si scatena un accesa colluttazione, durante la quale Benten Kozo viene ferito alla fronte . Rikimaru, il presunto servitore, interviene e afferma che la stoffa che hanno visto non viene da quel negozio, ma da un altro e hanno una ricevuta che lo dimostra.

Sawanosuke, figlio adottivo del proprietario, arriva e sente la storia, al che chiama il proprietario(il padre di Benten Kozo), Kobei,e un vicino come mediatore.

Durante la successiva discussione, che il vicino lascia disgustato, Rikimaru pretende 100 ryo in riparazione della ferita arrecata alla sua signora, e Kobei si risolve a pagare.

I due lestofanti stanno per andarsene con il maltolto, ma vengono bloccati dal sopraggiunto Tamashima Itto(Daemon travestito) al quale viene spiegato l’accaduto; egli guarda severamente dama e servitore e poi dice a Kobei che deve essere uscito di senno. Ha notato che la presunta dama porta un tatuaggio di ciliegi in fiore sulla spalla e sospetta si tratti di un uomo. Quindi chiede bruscamente a Benten Kozo di mostrargli per bene il volto. Questo è il momento clou dell’opera. Benten Kozo, con derisorio sangue freddo, accetta e pronuncia un famoso discorso nel quale elenca i suoi molti nomi e titoli fittizi.

Ne il padre né il fratellastro lo riconoscono. Rikimaru si toglie le vesti da samurai, e anche Benten Kozo rimuove quanto può del travestimento.

Nippon Daemon si mostra oltraggiato dal tale tentativo di defraudare un onesto commerciante e si offre di tagliare la testa ai furfanti, ma Kobei si oppone, adducendo che ciò danneggerebbe la reputazione del negozio. In fondo non hanno rubato nulla e lui è disposto a soprassedere, anzi fornisce a Benten Kozo del denaro per pagare un unguento da applicare alla ferita.

I due accettano, raccolgono i loro vestiti usati per la truffa, escono dal negozio e si dividono i soldi mentre si incamminano per l’hanamichi, e decidono di giocare a chi vede per primo un uomo calvo, il perdente si accollerà il carico di entrambi.

Nel famoso discorso di Benten Kozo citato prima egli pronuncia anche un a battuta che suona più o meno così: “uno dei miei trucchi preferiti è travestirmi da donna, spesso funziona, ma molte volte no”.

Scena 2

Casa di Kobei dietro l Hanamatsuya(scena spesso omessa)

Kobei invita Nippo Daemon a bere con lui e gli regala una splendida giacca.

Daemon si ubriaca e vantandosi finisce con rivelare la sua vera identità, quindi si gioca il tutto per tutto, estrae la spada e tenta di rapinare Kobei; tra i due si intromette il giovane Sawanosuke che lo prega di ucciderlo al posto del padre. Nippon Daemon è colpito dalla devozione del giovane, e rammenta che anche lui dovrebbe avere un figlio della stessa età. Nella successiva conversazione, si scopre che Sawanosuke è il figlio perduto di Nippon Daemon e che Benten Kozo è il figlio di Kobei.

La conversazione è interrotta dall’arrivo della polizia al cancello e Nippon Daemon, seppur alticcio, non lo è tanto dal non riuscire a fuggire celermente.

Atto 4

argine del fiume Inase(Inasegawa no Ba o Shiranami Gonin Otoko no Ba)

questo è un atto di puro spettacolo.

I cinque banditi, sapendo che la polizia è sulle loro tracce, decidono di dividersi per un po’ di tempo.

Camminano insieme fino al fiume Inase, vestiti con splendidi kimono e portando ombrelli di carta, che posano sotto un albero di ciliegio a turno, ognuno dichiarando il proprio nome e le proprie peculiarità(per gli appassionati, questa scena è richiamata in una puntata di Lupin the Third, seconda serie, quella della giacca rossa, per capirci).

La polizia li sorprende, ma riescono a sconfiggere i propri avversari e a fuggire.

Il fiume Inase è un piccolo fiume che scorre a ovest di Shizuoka ed è affluente del fiume Shiba, quindi è abbastanza distante da Kamakura, ma è un punto altamente scenografico perché il corso del fiume è “punta” verso il monte Fuji(che si trova a nord-est), che sta sullo sfondo, incorniciato dagli alberi di ciliegio che si trovano sugli argini ai lati.

Ricordo che la censura dell’epoca imponeva che i nomi dei personaggi coinvolti in eventi recenti fossero cambiati e addirittura che fossero cambiati i luoghi, perciò Edo veniva spesso sostituita con Kamakura e ciò valeva anche per i nomi dei fiumi e il fiume Inase sostituiva spesso il fiume Sumida di Tokyo,il ponte Hanamizu sostituiva il ponte Eitai di Tokyo e così via.

Atto 5

di fronte al tempio di Gokuraku(Gokurako no Ba)

Accompagnamento di Ozatsuma Shamisen(ciò indica un interludio dove il suonatore o i suonatori di shamisen esegue/eseguono una specie di assolo[perciò elimina dal nagauta la voce del cantante]con elaborati virtuosimi, che sottolineano la tensione drammatica)

Bentan Kozo si pente del suo stile di vita, in particolare gli pesa la morte di Senju hime; riprende il porta incenso che lei gli ha donato intenzionato ad offrirlo al tempio in sua vece.

La polizia è però sulle sue tracce e come entra nel tempio lo circonda e lo costringono a rifugiarsi sulla sommità del portone. Dopo uno spettacolare combattimento ricaccia giù i suoi inseguitori, ma realizza che ormai è giunta la sua ora.

Stando ben ritto sul tetto, grida che di essere il famoso Benten Kozo, ma di essersi pentito delle sue malefatte e di guardare bene come si toglierà la vita e quindi commette seppuku(questa scena è considerata una prova d’attore ed è a tal fine che al personaggio viene concessa una morte onorevole di sua propria mano).

L’edificio viene rimosso

Nippon Daemon viene scoperto al piano superiore del tempio. Stava dormendo, ma è stato svegliato dalle grida della caccia a Benten Kozo.

Due dei suoi sgherri, Sanji e Gosuke, gli dicono che è circondato, ed in effetti sono stati loro a tradirlo, e di conseguenza attaccano lo stesso Daemon, che li uccide entrambi.

L’edificio viene rimesso

Al centro della scena si erge il capo della polizia, Aoto Fujitsuna, il quale informa Daemon che Benten Kozo è morto e il resto della banda è stata catturata; Nippon Daemon, non avendo vie di fuga, si arrende.

Il tempio Gokuraku o Gokuraku-ji si trova ovviamente a Kamakura(nella zona a ovest di Yuigahama, non distante dalla costa) ed è stato fondato nel 1259 dal monaco della setta buddhista Shingon, Ninsho(1217-1303), noto per aver oltre 60mila lebbrosi nel corso della sua vita costruendo diversi ricoveri per loro(in Giappone , come altrove, i lebbrosi erano discriminati socialmente per tradizione). É un tempio poco frequentato, immerso nel verde a 800m di altitudine e possiede un giardino famoso per le sue ortensie.

Aoto Fujitsuna(date di nascita e morte presunte 1222-1287) chiamato anche Saburo o Saemon, era un samurai del periodo Kamakura ed è assurto a figura epica quando si tratta di restaurare torti, reprimere i potenti o compiere azioni di buona amministrazione nel teatro Kabuki e non solo(un’altra figura simile è Ooka Tadasuke, ma essendo egli anche un daimyo la sua apparizione nelle opere avrebbe potuto avere implicazioni politiche rischiose per gli autori). Si dice fosse nato nella provincia di Musashi o in quella di Kazusa da una concubina di Aoto Fujimitsu. La tradizione racconta che fu fatto membro del Consifglio di Stato e insignito di altre cariche in seguito ad un sogno divinatorio avuto da Hojo Tokiyori(all’epoca reggente dello shogun e quindi uomo più potente del Giappone), dopo che questi aveva visitato il tempio di Hachiman a Kamakura, titoli che rifiutò adducendo che “assegnare un incarico in base ad un sogno sarebbe come mettere in mano una spada in mano a qualcuno solo per averlo sognato e chi riceve un riconoscimento senza esserselo guadagnato è simile a un traditore”.

In un altro caso che lo rese famoso, rovesciò un verdetto favorevole allo stesso Hojo Tokiyori pronunciato solo per deferenza nei confronti del reggente e rifiutò la ricompensa offertagli dal beneficiato.

Una notte si dice perse 10 mon(diciamo un valore di 2,5 euro) e comprò una torcia per 50 mon per cercarli e ha chi lo derideva per tale spreco rispose “che i soldi persi sarebbero stati perduti per sempre per il Paese, mentre la sua spesa di 50 mon avrebbe beneficiato qualcuno, perciò era come distribuire 60 mon”.

Nonostante fosse al servizio di Hojo Tokiyori(e del suo successore Hojo Sadatoki) e gli venissero affidati molti incarichi importanti visse sempre in modo modesto e distribuiva il suo salario alle persone in difficoltà.